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Allo
stato attuale tutti i pazienti afferenti alla U.O.C. di
Psichiatria vengono valutati per il rischio di suicidio
con colloqui clinici, intregrati sia con strumenti psicomentrici che con interviste
semistrutturate. Tra gli strumenti
psicometrici particolare rilievo assumono quelli che
indagano
la personalita’, il temperamento, i cortei
sintomatologici riconducibili principalmente a disturbi dell’umore e
quelli propri dei disturbi psicotici. La ricerca in questo ambito ha
permesso di identificare le caratteristiche del paziente
a maggior rischio di suicidio, normalmente
identificabile in basso, medio o alto.
La
U.O.C. di Psichiatria diretta dal Prof. Roberto
Tatarelli e’ da anni impegnata nello sviluppo di
programmi di miglioramento della qualita’
dell’assistenza, attraverso programmi che implicano
follow-up periodici. Sia nel momento della presa in
carico, sia duranti i controlli, i pazienti vengono
sottoposti a valutazione del rischio di suicidio, e
soprattutto alla verifica della qualita’ della terapia
che hanno ricevuto. Ne deriva una visione chiara del
miglioramento del paziente, oppure l'adozione di
ulteriori misure terapeutiche, nel caso il paziente non
sia sufficientemente migliorato.
È
prevista, inoltre, nei casi in cui si ritiene utile e funzionale
ai fini del benessere del paziente, l’interazione con la
famiglia.
La
somministrazione di protocolli di valutazione del
paziente e dei familiari, eseguita al fine di valutare la qualità
del trattamento, ha permesso di fornire programmi sempre
più vicini alle esigenze del paziente.
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